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RadioShack
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mwewRadioShack Corporation (precedentemente mwfamwfqTandy Corporation) (mwfgNYSE: RSH)mwga è stata una catena di distribuzione di prodotti elettronici con 6.563 punti vendita, dislocati principalmente sul territorio mwgqstatunitense (4.476 negozi). Nel 2009 il fatturato dell'azienda è stato di 4,27 miliardi di mwggdollari, con un ricavo netto di 205 milioni di dollari.cite-ref-bilancio-1-2[1]

La sede di RadioShack era situata nel centro di mwiaFort Worth, mwiqTexas.cite-ref-3[3]

L'offerta di vendita includeva mwjwcomputer, mwkaGPS, mwkqtelefoni, mwkgTV mwkwLCD, sistemi mwlaHi-fi, mwlqmacchine fotografiche mwlgdigitali ed altro.

Contents

Storia
Note

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Storia

I primi quaranta anni

La società fu fondata come mwmwRadio Shack nel mwna1921 dai fratelli mwnqTheodore e mwngMilton Deutschmann per vendere attrezzatura mwnwradio agli allora sempre più numerosi mwoaradioamatori. Il primo negozio fu aperto nel centro di Boston al numero 46 di Brattle Street, vicino al luogo del mwoqMassacro di Boston. Fu scelto il nome "Radio Shack" perché le prime radio venivano chiamate in questo modo a causa dei contenitori in legno usati per alloggiarne i componenti ("shack" in mwoginglese significa "baracca").

Radio Shack propose il suo primo catalogo nel mwpa1939, quando iniziò ad offrire anche prodotti audio ad mwpqalta fedeltà.cite-ref-catalogo-4-0[4] Nel mwqg1954 RadioShack iniziò a vendere dei prodotti con un proprio marchio, "Realist", che fu successivamente cambiato in "Realistic".

Negli mwraanni sessanta la società andò incontro ad un periodo finanziario molto critico, che la portò quasi alla mwrqbancarotta, venendo salvata da Charles Tandy, che vide le potenzialità di RadioShack nel mercato dell'elettronica di consumo ed acquistò l'azienda nel mwrg1963 per 300.000 dollari.cite-ref-storia-5-0[5]

Tandy Corporation

Dopo l'ingresso in mwtqTandy Corporation, che originariamente lavorava mwtgcuoio, Charles Tandy cambiò il nome della propria società in mwtwTandy Radio Shack & leather. Successivamente separò tutte le attività non correlate all'elettronica creando diverse società, quali Tandycrafts e Tandy Brands e ridenominò l'azienda mwuaTandy Radio Shack.

La svoltà arrivò nel mwug1977 (due anni dopo la commercializzazione del famoso mwuwMITS Altair 8800), quando Tandy Radio Shack presentò il mwvaTRS-80, il primo di una serie di mwvqhome e mwvgpersonal computer che riscossero un notevole successo: il solo TRS-80 Model I fu venduto, dal 1977 al 1981 (anno del suo ritiro dal mercato) in 200.000 esemplari.cite-ref-storia-5-1[5]

Durante gli mwxaanni ottanta Tandy Radio Shack abbandonò lentamente il mondo dei computer ad mwxq8 bit per passare a quello degli mwxgIBM compatibili. L'azienda lasciò il mercato dei computer alla fine degli anni '80.

Nel mwya1995 la società cambiò logo adottando la scritta "Radio Shack", successivamente contratta in "RadioShack" nel mwyq2000, quando fu cambiato nome all'azienda togliendo definitivamente il riferimento a Tandy e divenendo mwygRadioShack Corporation.

RadioShack Corporation negli anni 2000

Gli investimenti vengono diversificati e RadioShack punta anche su mercati non legati all'elettronica, come la sponsorizzazione della mwzqgara automobilistica mwzgSamsung Mobile 500 del campionato mwzwNASCAR (dal 2002 al 2006) o la mwaasponsorizzazione di una nuova squadra di mwaqciclismo, la mwagTeam RadioShack, nelle cui file militò anche mwawLance Armstrong.cite-ref-6[6]

Nel 2008 RadioShack ha aperto tre nuovi negozi denominati "Point Mbl", che vendevano telefoni mwcqwireless e servizi telefonici, mwcgnetbook, mwcwiPod e sistemi GPS. I negozi non avevano nessun richiamo al marchio RadioShack.cite-ref-7[7]

Col tempo molti dei marchi con i quali RadioShack vendeva i propri prodotti sono stati tolti dal commercio, come "Realistic" e "Allied", mentre altri, come "Optimus", sono stati reintrodotti dopo la loro eliminazione. Nell'ultimo periodo, il marchio "RadioShack" è rimasto solo su alcune mweqpile (le "Enercell").

Note

cite-note-bilancio-11. mwhamwhqmwhgBilancio di RadioShack relativo all'anno fiscale 2009, RadioShack, p.mwhw 4. mwiaURL consultato il 24 dicembre 2010 mwiq(archiviato dall'mwigurl originale il 28 gennaio 2011).
cite-note-21. mwjwmwkamwkqHome page di RadioShack Corporation, su mwkgradioshackcorporation.com. mwkwURL consultato il 24 dicembre 2010 mwla(archiviato dall'mwlqurl originale il 21 dicembre 2010).
cite-note-33. mwmqmwmgmwmwLa pagina dei contatti di RadioShack Corp., su mwnaradioshackcorporation.com, RadioShack Corp.. mwnqURL consultato il 24 dicembre 2010 mwng(archiviato dall'mwnwurl originale il 3 gennaio 2010).
cite-note-catalogo-44. mwowmwpamwpqArchivio online dei cataloghi di RadioShack, su mwpgradioshackcatalogs.com. mwpwURL consultato il 24 dicembre 2010.
cite-note-storia-55. mwrqRadioShack Corporation, mwrgmwrwLa storia di RadioShack, su mwsaradioshackcorporation.com. mwsqURL consultato il 24712/2010 mwsg(archiviato dall'mwswurl originale il 26 settembre 2008).
cite-note-66. mwtwBonnie D. Ford, mwuamwuqAnnuncio dello sponsor dato da Lance Armstrong, su mwugsports.espn.go.com, ESPN, 23 luglio 2009. mwuwURL consultato il 24 dicembre 2010.
cite-note-77. mwvwmwwamwwqRadioShack prova i Point Mobl nell'area di Dallas, su mwwgdallasnews.com, 15 febbraio 2009. mwwwURL consultato il 24 dicembre 2010.

Bibliografia

• mwxwFarman Irvin, Tandy's Money Machine: How Charles Tandy Built Radio Shack into the World's Largest Electronics Chain, Chicago, Mobium Press, 1992, ISBN 0-916371-12-3.

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su RadioShack

Collegamenti esterni

• (EN) Sito ufficiale, su radioshack.com.
• citerefbritannica-com(EN) Radio Shack, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.